Di mattina di specchi e di marmellata

martedì 20 giugno 2017

Età del tradimento, come, quando e perché

Alzi la mano chi non é mai stato tradito

Se pensi che non ti riguardi e hai sulla faccia il sorriso di chi crede di averla scampata, sappi che sei stato tradito anche tu, la differenza é che non lo sai.

Parlo dal mio punto di vista, ma tutto può essere ribaltato, vedendolo da quello maschile, perché non è questione di genere, ma di idiozia.

A 20 anni quando un uomo ti tradisce, lo fa perché ancora immaturo, perché vuole sperimentare, perché ancora non é mai stato davvero innamorato, perché non sa ancora cosa voglia e cosa no (ovviamente con le dovute eccezioni). A 20 anni un tradimento si supera, c'è tutto il tempo per metabolizzare la sofferenza e per andare avanti, salvo matrimonio e figli, allora è molto più dura.

A 20 anni piace fare i galletti del pollaio, piace credere che "il meglio deve ancora venire", ma non capiscono che il rispetto, la lealtà e la coerenza sono valori che non potranno mai comprare e che loro non sono il meglio di niente, semmai il peggio che un uomo possa essere.

Dai 30 anni in poi le cose si complicano: si pensa al futuro, ai figli, alla famiglia, al matrimonio (non tutti, ricordiamolo sempre), ma in ogni caso, quale sia il pensiero e aspettativa, siamo sicure che l'amore debba essere quello giusto, l'amore che rimane, quello della vita.

Il tradimento a quel punto fa crollare tutte le nostre certezze, i nostri ideali, le sicurezze su cui poggiavamo. Il tradimento fa male, perché su quella persona avevamo investito tutto il nostro sentimento presente e futuro.

L'uomo tradisce per aumentare il senso di autostima, per incapacità di dialogo e di capire quando è veramente finita, di sincerità ed onestà. Non ha il coraggio di mettere fine alla storia, ma tradisce. Si comporta come non farebbe con il più grande dei suoi nemici, per vigliaccheria e perché incapace di gestire la situazione, per quel brivido di onnipotenza che lo fa sentire vivo e desiderato. Magari perché convinto che quella sia la persona davvero giusta, convinto di aver trovato l'amore vero.

Vi svelo un segreto: quella stessa persona giusta, quello stesso amore vero, potrebbe rivelarsi un fuoco di paglia, ma soprattutto un'inutile conquista che metterà la parola fine ad una famiglia, alla coesione coi vostri figli, al rispetto che la vostra compagna nutriva per voi. E per cosa?

tradimento divorzio


Per una persona che al 90% dei casi si rivelerà essere tale e quale, con le stesse problematiche, che magari avrà le stesse prerogative che vi hanno portato al tradimento o si rivelerà essere una normale donna rompiballe, come siamo tutte ai vostri occhi.

A 40 anni la scappatella e il tradimento vi faranno sentire vivi, desiderati, magari durante un periodo in cui il vostro rapporto é in fase di sofferenza a causa dei problemi quotidiani, dello stress per il lavoro, dei problemi in famiglia. Arriverà quella persona che vi farà sentire nuovamente voi, togliendo la polvere della stanchezza di rapporti ormai inghiottiti dalla routine, che vi farà vacillare.

Altro segreto: qualsiasi rapporto, nel momento in cui subentrano la routine e i problemi, diventerà noioso e pesante. A meno che voi non siate ricchi e ben introdotti in società, le preoccupazioni quotidiane vi assaliranno qualsiasi persona abbiate al vostro fianco.

Quando la novità smette di essere tale subentra la normalità, di cui dovreste imparare ad apprezzare il fascino, invece di cercare la donna perfetta che riesca a farvi sentire speciali. Apprezzate quella che riesce a sopportarvi; che non siete mica perfetti, anzi.

In una coppia si è in due, invece di sentirvi dei grandi uomini perché una tipa vi rivolge attenzioni, domandatevi dove avete sbagliato voi per primi. Quando iniziate a pensare troppo spesso ad un'altra, quando fantasticate, fareste bene a farvi due domande e iniziare un percorso di chiarimento verso voi stessi e coerenza verso l'altra persona, che non lo merita.

Quando pensate che il vostro rapporto sia dormiente, dategli voi una smossa, invece di andare a cercare altrove. Che tanto, quell'altrove, quando diventa routine, magari é pure peggio. E tutto per il pensiero di una buona notte di sesso. Perché poi, anche la novità, dopo un po' si spegne.

A 50 anni andate in crisi e non vi sembra vero che una donna più giovane vi dia delle attenzioni. A quel punto non dimenticatevi della donna matura al vostro fianco che vi ha sopportato per tanti anni, coi problemi sul lavoro, in famiglia, coi figli, coi vostri genitori, che ha saputo restarvi a fianco sempre e comunque.

Non vi dimenticate dell'amore che siete riusciti a coltivare negli anni, quando la passione dei primi mesi era finita, non vi dimenticate la strada che avete fatto insieme. Ricordatevi di non fare i bastardi, che poi vi ritrovate l'automobile come un origami e dovete restare muti.

A 70 anni avete l'Alzheimer ma, secondo me, la senilità la usate pure come scusa, confondendo un'infermiera con vostra moglie, che però é quella che vi lava il pappagallo.

In ogni caso, tenetele strette le vostre mogli, fidanzate, compagne, ragazze, che le corna non devono necessariamente essere a senso unico. Chi la fa l'aspetti.

sabato 13 maggio 2017

Il letargo della cicogna

Arriva, prima o poi, un momento nella vita di alcune donne, in cui si affaccia il desiderio della maternità

Alcune volte è la conseguenza naturale di un solido rapporto di coppia, altre di un fresco matrimonio, altre ancora di un amore che sta nascendo, oppure di una notte. A volte non viene neanche cercato questo desiderio, perché la maternità arriva da se, come un dono inaspettato.
Ma purtroppo tante, troppe volte, per una maternità che sboccia e nasce felice, ce ne sono cento che non vanno come dovrebbero. Senza nascita.

C'è chi deve procrastinare in attesa del contratto di lavoro o perché è ancora in un limbo di prova (e questa è una motivazione vergognosamente italiana, dove ci vogliono far credere che ci siano leggi a tutela del lavoro e della maternità, ma nella realtà esistono ancora i colloqui dove si chiede ad una donna se ha o pensa di avere figli), chi deve aspettare perché la controparte non se la sente ancora (ed ho imparato che, se ci si ama, non c'è un momento adatto, c'è solo l'amore che vige sovrano e che ci porta ad avere una figlio un modo spontaneo), chi purtroppo non ha trovato la persona con cui portare avanti questo grande dono, chi ha incontrato persone che hanno fatto sì non succedesse, chi ha chiuso una storia prima di avere un figlio.

Ma credo fortemente che, di tutte le maternità inespresse per questi motivi, la più devastante sia quella in cui una coppia è innamorata e sogna di avere un figlio, ma non riesce ad averne.
Il carico psicologico e lo stress per la donna è immenso, la frustrazione, il sentirsi diversa, inadeguata, sbagliata, malata.
letargo della cicogna


Poi c'è l'uomo
L'uomo che spesso non vuole neanche pensare che possa dipendere da lui, perché ha la convinzione che i suoi spermatozoi siano i più fecondi del mondo. L'uomo che invece si sottopone a qualsiasi controllo e supporta la sua compagna in questo calvario. L'uomo che non regge il colpo e ti lascia. L'uomo che viene lasciato perché la sua donna impazzisce di dolore e lo allontana.

Tanti rapporti muoiono lentamente per questo motivo e la colpa non è di nessuno, solo della vita che si accanisce e porta un amore a spegnersi dietro la sofferenza della mancata genitorialità.
Si iniziano ad odiare (si, si odiano) le persone che hanno dei figli e non sanno e non vogliono crescerli in modo sano ed adeguato, che li maltrattano, che li danno per scontati, che rimpiangono il giorno in cui li hanno messi al mondo (ed esistono, purtroppo).
Nella testa di una donna si inizieranno presto a sprigionare sentimenti negativi, di cui essa stessa si vergognerà, sentimenti di tristezza, depressione, ansia, rabbia e frustrazione.
Per poi dover percorrere la buia strada dell'agonia ospedaliera tra analisi, test, maternità che non vanno a buon fine, raschiamenti ed aborti. Cose che non potremmo augurare neanche al nostro peggior nemico.

Leggendo sui vari blog, c'è un mondo di non mamme, pronte e desiderose di esserlo, che raccontano la loro storia, il loro dramma, la loro ricerca; un mondo di future madri che, invece della cicogna, fa venire la pelle d'oca.
Io non rientro in questa categoria (sebbene la mia sia comunque una categoria da podio della sfiga), ma ho incontrato sulla mia strada tante donne, tante amiche, colleghe, conoscenti, che smettevano di sorridere per questo motivo, facendone un unico chiodo fisso. 
Come tutte le cose, la maternità non arriverà (laddove non ci siano problemi gravi di salute), se facciamo di questo pensiero un'ossessione, che non dobbiamo dimenticare di avere comunque una persona accanto che ci ama e ci sostiene e che molte donne non sono diventate madri ma hanno avuto una vita piena, felice ed appagante.

Magre consolazioni? spesso la vita prende delle strade che non avremmo mai creduto ed in cui possiamo ritrovare comunque la felicità, nascosta in una strada secondaria.
Un appello, però, voglio farlo, a tutte quelle che sono già mamme, a tutte coloro che sento lamentarsi perché non arrivano a fine giornata, quelle che richiedono l'aiuto dei nonni per qualsiasi cosa, o che sembrano legate ad una catena:
Non dimenticate mai la vostra immensa fortuna. Abbiate tatto, empatia, rispetto.
Non dimenticatevi di tutte quelle donne che la sera, mentre voi sbuffate perché a causa di un figlio non avete più tempo per voi stesse (cosa che comunque non è vera), si coricano a letto versando una lacrima per quel figlio che ancora non è arrivato e, forse, non arriverà mai.